Piani regionali di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi

Fonte: Sito web Dipartimento Protezione Civile – Presidenza del Consiglio dei Ministri

 

La legge quadro sugli incendi boschivi ha affidato alle regioni la competenza in materia di previsione, prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi. Sulla base delle linee guida definite nel Dm del 20 dicembre 2001 le regioni hanno redatto i piani regionali, elaborati su base provinciale. I piani sono triennali, ma vengono sottoposti ad una revisione annuale.  

Le linee guida per la predisposizione dei piani prevedono un’architettura generale che le singole regioni adattano alle proprie realtà territoriali e alle proprie specifiche strutturazioni operative.

La parte generale contiene:

  • la descrizione del territorio. L’indicazione dell’ambito territoriale regionale con specificazione delle zone boscate, arborate, cespugliate ecc. fornisce elementi indispensabili per definire gli obiettivi prioritari da difendere;
  • la cartografia di base. Le carte tematiche devono evidenziare i centri operativi, la dislocazione delle squadre e la mappa degli obiettivi da difendere con l’indicazione delle priorità; le aree percorse dal fuoco; la vegetazione; l’uso del suolo; la viabilità e i punti di approvvigionamento idrico;
  • le banche dati, da aggiornare annualmente, con l’indicazione degli incendi boschivi degli ultimi cinque anni, le reti di monitoraggio, avvistamento e telecomunicazione; gli interventi strutturali e silviculturali già realizzati; mezzi e materiali disponibili; le informazioni relative alle squadre di personale dislocate sul territorio e le procedure per la lotta attiva agli incendi boschivi;
  • l’analisi storica dei dati AIB (antincendio boschivo);
  • il modello organizzativo, con l’indicazione delle strutture e delle forze utilizzate, e degli eventuali accordi della regione con le amministrazioni pubbliche e private;
  • i principali obiettivi da difendere. Nella definizione degli obiettivi prioritari sono da considerare come elementi di valutazione la presenza antropica (strutture abitative, industriali, commerciali, turistiche), le aree naturali protette, i rimboschimenti di giovane età e i boschi di conifere, la difficile accessibilità da terra.

La parte relativa alla previsione individua:

  • le cause e i fattori predisponenti l’incendio;
  • le aree percorse dal fuoco nell’anno precedente, rappresentate in un’apposita cartografia;
  • le aree a rischio incendio boschivo, rappresentate in una cartografia tematica con le tipologie di vegetazione prevalenti. Vanno considerati anche il grado di urbanizzazione della zona, la viabilità e il livello socio economico della zona;
  • i periodi a rischio e gli indici di pericolosità.

La parte relativa alla prevenzione individua:

  • le azioni che potrebbero potenzialmente innescare un incendio;
  • la consistenza e la localizzazione delle vie di accesso, dei tracciati spartifuoco (strisce di terreno prive di vegetazione che hanno la funzione di interrompere la vegetazione e quindi il propagarsi del fuoco) e delle fonti di approvvigionamento idrico;
  • la programmazione degli interventi di gestione, manutenzione e pulizia del bosco;
  • le attività formative e addestrative e la relativa programmazione;
  • le attività informative, fondamentali per sensibilizzare i cittadini sul problema degli incendi boschivi, ma anche per divulgare notizie relative ai periodi di massima pericolosità, i vincoli e i divieti da osservare, le norme comportamentali e di auto protezione da adottare in caso di incendio e i numeri di telefono ai quali i cittadini possono comunicare situazioni di rischio o incendi avvistati.

La parte relativa alla lotta attiva individua:

  • la descrizione della struttura operativa AIB e le procedure per la lotta attiva, con particolare riferimento all’organizzazione e alla localizzazione dei mezzi, degli strumenti e delle risorse attivate dalla Regione e dagli enti locali;
  • le indicazioni relative alla rete di ricognizione-sorveglianza-avvistamento-allarme, fissa e mobile, terrestre e aerea;
  • le informazioni relative alle sale operative unificate permanenti (SOUP);
  • l’intervento sostitutivo dello Stato nei confronti delle regioni inadempienti.

Nei piani vengono inoltre definite specifiche intese e accordi con il Corpo Forestale dello Stato e con il Corpo Nazionale del Vigili del Fuoco su base locale, oltre che con la rete del volontariato.

 

 

Vedi anche:

Rischio incendi boschivi. Le attività.